MARCO MAGRINI

Marco Magrini nasce a Milano il 31 luglio 1945.
Dopo studi classici ha studiato Storia dell'arte e Architettura all'Università Statale di Milano, 1967. Lavora come pittore usando acrilici, gouaches, inchiostri e pastelli su carta. Realizza grandi istallazioni a terra usando sabbie naturali e colorate. Come scultore utilizza diversi materiali, come il bronzo, l'acciaio, il legno e il vetro. Dal 1965 il lavoro di Marco Magrini è stato esposto in gallerie private, fondazioni e musei in mostre di gruppo e in oltre cinquanta mostre personali. Ha esposto in Italia, Spagna, Svizzera, Belgio, Germania, Francia, Olanda, Austria, Tunisia, Svezia, Egitto, Grecia, Yugoslavia, Hong Kong, Islanda, U.S.A. e Inghilterra. Ha ottenuto due borse di ricerca per sviluppare il suo lavoro all'estero: nel 1988 dal Governo Egiziano per cinque mesi a Il Cairo, e nel 1990 dal Governo Greco per sei mesi a Atene.

Marco Magrini was born in Milan, Italy on 31st July 1945. After studying Classics, he studied Art History and Architecture at the State University of Milan, 1967. He works as a painter using acrylics, gouaches, pastels and inks on paper, and makes installations on the ground in coloured sand, and also as a sculptor, using a range of materials including bronze, steel, wood and glass. Since 1965 Marco Magrini's work has been exhibited widely in private galleries and museums, these exhibitions include over fifty one-man shows. He has exhibited in Italy, Spain, Switzerland, Belgium, Germany, France, Holland, Austria, Tunisia, Sweden, Egypt, Greece, Yugoslavia, Hong Kong, Iceland, U.S.A. and England. He has won two grants to develop his own work abroad, from the Egyptian Government for five months in 1988, and from the Greek Government for six months in 1990.

A short statement about my work: The following is but a summary indication of the whole. As it is a particular characteristic of mine to move from one material to another, and consequently from one technique to another, one cannot speak of experimenting, but it is maybe worth noting the need I often feel to bring together, in one and the same work, techniques and languages which are apparently very different. However, my overriding concern is with the content of my work, that is with giving form to shadows, dreams, and projects, ancient weapons, mirrors and their reflections, ears, eyes, the features of people I care for, the tracks of animals in the snow, animals which have never existed before, the figure of the Pharoah, insects, jewellery and the television, the memory of objects made as a child, the changing spaces of architecture, baboons, the wish to be able to throw certain objects, the precariousness of equilibrium (I mean in physical terms), the pool of Narcissus, the sense of touch which we have lost: which all means the habit of seeing beyond the things themselves while being blind to their everyday banality. All this and much else besides.


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La scultura

La pittura

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Gallerie di riferimento
Spaziotemporaneo - Milano
Colpo di fulmine - Verona
Mashrabia Gallery - Il Cairo

Un breve profilo del mio lavoro.

Quello che segue è solo una sommaria indicazione del tutto. Visto che è una mia caratteristica particolare quella di muovermi da un materiale all'altro, e, di conseguenza, da una tecnica all'altra, non si può parlare di sperimentazione, ma vale la pena di sottolineare il bisogno che sento spesso di raccogliere, magari nello stesso lavoro, tecniche e linguaggi apparentemente molto diversi. Comunque, la mia preoccupazione principale riguarda sempre il contenuto del lavoro: dare forma alle ombre, ai sogni e ai progetti, le armi antiche, gli specchi e i loro riflessi, gli orecchi e gli occhi, i lineamenti di persone che amo, tracce di animali nella neve, animali mai esistiti prima, la figura del faraone, gli insetti, i gioielli e la televisione, il ricordo di piccoli oggetti costruiti da bambino, spazi architettonici mutevoli, i babbuini, il desiderio di lanciare oggetti, la precarietà degli equilibri (voglio dire in termini fisici), la fonte di Narciso, il senso del tatto che abbiamo perduto: tutto ciò a rappresentare l'abitudine di vedere oltre le cose stesse, mentre si resta ciechi di fronte alla loro banalità quotidiana. Tutto questo e molto altro ancora.

La scultura
Ferro, bronzo, legno: questi sono i tre materiali usati per eccellenza, spesso in modo interdipendente; ad esempio il legno e, meno spesso, il ferro sono materiali usati per realizzare "matrici" che possono essere fuse in bronzo. In altri casi, la scultura si presenta come combinazione, incastro di materiali diversi: ad esempio legno e bronzo o ferro e legno. Più raramente ferro e bronzo.

La pittura
E' sempre su carta, con tecniche ad essa compatibili: acquarelli, pastelli, acrilici, gouaches, inchiostri. Quasi sempre mescolandosi o sovrapponendosi, tecniche miste su carta, quindi. A volte sono progetti bidimensionali, propedeutici alla scultura, altre volte invece vivono a se stanti, precorrendo quelli che saranno poi esiti in scultura, oppure proprio allontanandosene completamente. Un'altra schizofrenia, controllata?