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MAURO MANFREDI Nato a Parma nel 1933, morto a La Spezia nel 2004. Laureato in geologia, per alcuni anni si è occupato di attività scientifiche. Si avvicina all'arte verso la metà degli anni '60, realizzando opere vicine alle ricerche della Poesia Concreta. Successivamente sviluppa periodi diversi dove la parola scritta diventa il filo conduttore della sua ricerca artistica. Numerose sono le mostre personali in Italia e all'estero. Tra le più
recenti: Il suo lavoro è stato recentemente analizzato da Giorgio Di Genova nella Storia dell'Arte Italiana - Generazione Anni Trenta. Ha collaborato con varie riviste d'arte e letteratura.
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Cicli narrativi: |
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FOSSILIZZAZIONE ATTUALE (1967-1970) Le prime esperienze artistiche di Manfredi si ricollegano alla corrente artistica della Poesia Concreta. Nelle opere di questo periodo le forme espresse si muovono come in un caos primordiale: singole lettere o frammenti di caratteri tipografici vengono ingranditi, sezionati, accostati tra di loro senza apparente significato. Ma il disordine è solo temporaneo. Negli equilibri creati da queste forme, con i giochi di pieni e di vuoti o con i contrasti tra i bianchi e i neri composti sulla pagina, è in nuce il formarsi della parola significante. |
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AUTOANALISI (1970-1979) Caratteristica costante di questo periodo, dove l'artista indaga sull'arte che guarda verso se stessa, sono le righe. Sottili segni che Manfredi traccia sulla carta con trame, ora fitte ora diradate, che acquistano il significato di una ragnatela mentale. Ed è in questa "trappola" che l'artista cattura le figure che maggiormente lo suggestionano. Le immagini imbrigliate, liberamente tratte da operazioni condotte da altri artisti, instaurano così un dialogo, sul filo dell'ironia, tra questi e l'autore stesso. |
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LA PAROLA MONDATA (1980-1984) La parola acquista in questo periodo un ruolo fondamentale e diventerà la caratteristica principale delle sue opere successive. L'operazione che contraddistingue questa fase parte da una installazione realizzata nel 1980 in cui la scrittura assume il significato metaforico di "nutrimento". Questa esperienza porta l'artista a realizzare una serie di opere dove panini dall'aspetto appetitoso sono abbondantemente imbottiti con succulente parole. |
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FLUSSO DI PAROLE (1985-1994) La parola scritta ormai invade con abbondanza il territorio del quadro. Sottili striscioline di carta ricoperta da una meticolosa scrittura, a volte manuale a volte tratta direttamente dalla stampa, si intersecano tra di loro. Un flusso continuo di parole, una specie di "blob" linguistico investe e avvolge tutto quello che incontra sul suo cammino. Lo spettatore, per decifrarle, è costretto a sua volta a farsi avviluppare mentalmente per trovare l'essenza stessa dell'opera. |
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GEO-GRAFIA (dal 1994) In questo periodo riaffiora la sua formazione scientifica. Da geologo, osserva la natura in tutti i suoi aspetti strutturali e ne reinterpreta la morfologia. Nei suoi teatrali paesaggi, ottenuti mediante l'utilizzo di cartoline ritagliate, assemblate o ingrandite, le sedimentazioni delle rocce diventano pagine su cui l'artista sostitusce alla naturale "scrittura" del terreno una sua personale scrittura che reinterpreta e ricrea nuove ere geologiche. |
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IL LIBRISMO (dal 1980) La ricerca sulla scrittura condotta da Manfredi trova una giusta collocazione nella realizzazione di libri-oggetto. Infatti,, a partire dagli anni '80, la sua produzione di questa particolare forma d'arte è molto vasta. Nelle sue suggestive pagine la scrittura e l'immagine (quasi sempre tridimensionale) portano a letture coinvolgenti e ironiche. Nella "Fienagione delle parole" in un ideale campo di lettere vengono assemblate palle di fieno-parole. Nel "Viaggio della parola" invece una sottile imbarcazione naviga tra onde marine fatte di movimentate striscioline di carta sulle quali sono riportate misteriose scritture. Infine nei suoi "Libri con funghi", veri tomi antichi non consultati da tempo, l'autore fa spuntare vistosi funghi che sembrano far germinare l'essenza imprigionata nel libro. |
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