MAURO MANFREDI

Nato a Parma nel 1933, morto a La Spezia nel 2004.

Laureato in geologia, per alcuni anni si è occupato di attività scientifiche. Si avvicina all'arte verso la metà degli anni '60, realizzando opere vicine alle ricerche della Poesia Concreta. Successivamente sviluppa periodi diversi dove la parola scritta diventa il filo conduttore della sua ricerca artistica.

Numerose sono le mostre personali in Italia e all'estero. Tra le più recenti:
A Genova alla galleria Studio Leonardi e alla galleria Caterina Gualco, a Munster (Germania) alla galleria Etage, a Roma alla galleria Centro di Sarro, a Bari alla galleria Museo Nuova Era, a Pisa allo Studio Gennai e in Svizzera al Museo di Charmey. Viene invitato alle più significative rassegne internazionali di Poesia Visiva come: Biennale di Mexico City, Festival di Victoria (Australia), Internazionale a Bento Goncalves in Brasile. In Italia, "Poesia totale" a Mantova, "Parole da vedere" a Bologna, "Parole in vista" a Caltanissetta. Partecipa alle rassegne Fluxus al Fluxeum di Wiesbaden. E' stato inoltre invitato alla XXII Biennale di S. Paolo del Brasile e alle mostre "Ascoltare l'immagine" al Museo di Serravezza, "Il libro d'artista in Italia" alla Galleria d'Arte Moderna di Torino, "Fotoalchimie" al Museo Pecci di Prato, "A shriek from an invisible box" al Meguro Museum di Tokio. Nel 2002 una sua opera entra a far parte della Collezione permanente del Museo Pecci di Prato. Di lui hanno scritto: M. Bentivoglio, G. Beringheli, M. Borzone, L. Caramel, L. Caruso, V. Conti, B. Corà, B. D'Amore, V. Dehò, G. Di Genova, L. Giudici, H, Martin, E. Miccini, N. Nava, G. Pavanello, L. Pignotti, S. Ricaldone, P. Rudaz, M. Sciaccaluga, F. Spena, M. Vescovo, F. Vincitorio.

Il suo lavoro è stato recentemente analizzato da Giorgio Di Genova nella Storia dell'Arte Italiana - Generazione Anni Trenta. Ha collaborato con varie riviste d'arte e letteratura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Cicli narrativi:

 
 

FOSSILIZZAZIONE ATTUALE (1967-1970)

Le prime esperienze artistiche di Manfredi si ricollegano alla corrente artistica della Poesia Concreta. Nelle opere di questo periodo le forme espresse si muovono come in un caos primordiale: singole lettere o frammenti di caratteri tipografici vengono ingranditi, sezionati, accostati tra di loro senza apparente significato. Ma il disordine è solo temporaneo. Negli equilibri creati da queste forme, con i giochi di pieni e di vuoti o con i contrasti tra i bianchi e i neri composti sulla pagina, è in nuce il formarsi della parola significante.

Fossilizzazione attuale
Fossilizzazione attuale, 1968

AUTOANALISI (1970-1979)

Caratteristica costante di questo periodo, dove l'artista indaga sull'arte che guarda verso se stessa, sono le righe. Sottili segni che Manfredi traccia sulla carta con trame, ora fitte ora diradate, che acquistano il significato di una ragnatela mentale. Ed è in questa "trappola" che l'artista cattura le figure che maggiormente lo suggestionano. Le immagini imbrigliate, liberamente tratte da operazioni condotte da altri artisti, instaurano così un dialogo, sul filo dell'ironia, tra questi e l'autore stesso.

Autoanalisi
Pastorale, 1976

LA PAROLA MONDATA (1980-1984)

La parola acquista in questo periodo un ruolo fondamentale e diventerà la caratteristica principale delle sue opere successive. L'operazione che contraddistingue questa fase parte da una installazione realizzata nel 1980 in cui la scrittura assume il significato metaforico di "nutrimento". Questa esperienza porta l'artista a realizzare una serie di opere dove panini dall'aspetto appetitoso sono abbondantemente imbottiti con succulente parole.

La parola mondata
Poiesis, 1980

FLUSSO DI PAROLE (1985-1994)

La parola scritta ormai invade con abbondanza il territorio del quadro. Sottili striscioline di carta ricoperta da una meticolosa scrittura, a volte manuale a volte tratta direttamente dalla stampa, si intersecano tra di loro. Un flusso continuo di parole, una specie di "blob" linguistico investe e avvolge tutto quello che incontra sul suo cammino. Lo spettatore, per decifrarle, è costretto a sua volta a farsi avviluppare mentalmente per trovare l'essenza stessa dell'opera.

Flusso di parole
La parola avvolgente, 1987

GEO-GRAFIA (dal 1994)

In questo periodo riaffiora la sua formazione scientifica. Da geologo, osserva la natura in tutti i suoi aspetti strutturali e ne reinterpreta la morfologia. Nei suoi teatrali paesaggi, ottenuti mediante l'utilizzo di cartoline ritagliate, assemblate o ingrandite, le sedimentazioni delle rocce diventano pagine su cui l'artista sostitusce alla naturale "scrittura" del terreno una sua personale scrittura che reinterpreta e ricrea nuove ere geologiche.

Geo-grafia
Strutture di sostegno, 1994

IL LIBRISMO (dal 1980)

La ricerca sulla scrittura condotta da Manfredi trova una giusta collocazione nella realizzazione di libri-oggetto. Infatti,, a partire dagli anni '80, la sua produzione di questa particolare forma d'arte è molto vasta. Nelle sue suggestive pagine la scrittura e l'immagine (quasi sempre tridimensionale) portano a letture coinvolgenti e ironiche. Nella "Fienagione delle parole" in un ideale campo di lettere vengono assemblate palle di fieno-parole. Nel "Viaggio della parola" invece una sottile imbarcazione naviga tra onde marine fatte di movimentate striscioline di carta sulle quali sono riportate misteriose scritture. Infine nei suoi "Libri con funghi", veri tomi antichi non consultati da tempo, l'autore fa spuntare vistosi funghi che sembrano far germinare l'essenza imprigionata nel libro.

Il librismo
Viaggio nella parola, 1991