Rebecca Forster

REBECCA FORSTER

è nata, il 17 aprile 1960, a St.Albans, Hertfordshire, Inghilterra. Si è laureata alla Norwich School of Art con specializzazione in scultura (1982).

Il lavoro di Rebecca Forster è stato esposto in Inghilterra, Cipro, Grecia, Italia, Egitto e USA in mostre personali e numerose mostre collettive.

Mostre personali

1985 'Inside/Outside' Reflex Gallery, Luton, England
1990 'A sculptor's landscapes' British School at Athens, Greece
1997
'Nidi di carta' Spaziotemporaneo, Milano 'Paper Nests' Beardsmore Gallery, London 'In agguato - Sprungbereit' Consolato della Germania, Milano
2000 'Connessioni' Triangolo Nero, Alessandria 'Zinc Volcanoes and Spikey Lollipops' Spaziotemporaneo, Milano 'Rebecca Forster: Recent Work - Drawings and Zinc Sculpture' England & Co, London
2001 'Una giornata in una città che non è la tua' Istituto di Cultura Germanica, Bologna 'Il rumore della matita' Colpo di fulmine, Verona
2005 'La biblioteca di Anna Amalia' Triangolo Nero, Alessandria

Hanno scritto di lei:
Robert Leeson, Dorcas Pollok, Glyn Hughes, Margeret MacNamidhe, Mauro Corradini, Vanni Scheiviller, Lucio Passerini, Rachele Ferrario, Francesco Tedeschi, Antonello Negri, Patrizia Serra, Marosia Castaldi, Luigi Cavadini, Angela Madesani, M.Cristina Rodeschini Galati, Giovanna Brambilla Ranise, Jaqueline Ceresoli, Milena Zanardi, Mimma Pasqua, Carlo Alberto Bucci, Gabriele Allegro, Maurizio Medaglia, Carlo Pesce, Simone Menegoi, Olivia Lowe, Giorgio Trevisan

Gallerie di riferimento:
Spaziotemporaneo - Milano
England & Co - London

 

 

 

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La biblioteca di Anna Amalia Mappe Chioggia - New York
Mappe di zinco Verona Nidi di carta - Teatrini
Vulcani di zinco Vulcani di carta Disegni
   

Dal marmo ai vecchi fusti metallici corrosi per arrivare alla carta (strappata, tagliata, piegata) e allo zinco inciso. Il filo conduttore è il disegno. Lavori che intrecciano l'archeologia, le città, i musei, le biblioteche, la letteratura, la vita di oggi con le vecchie mappe e le planimetrie…

Dopo cinque anni di sviluppo del proprio lavoro, insegnando contemporaneamente pittura, scultura e disegno in Inghilterra, l'artista ha soggiornato lungamente a Cipro (1987-89). Accanto alla scultura in pietra, ha iniziato a lavorare con grandi fusti metallici, contenitori di nafta, vecchi e corrosi, riutilizzati sull'isola in tanti modi diversi. Si è poi trasferita in Grecia (1989-90) e sulle tracce degli antichi scultori, ha lavorato con tecniche e utensili tradizionali, dedicando particolare attenzione, nell'isola di Tino, ai più recenti bassorilievi in marmo e alle immagini di oggi incise su tutti i pavimenti e le vie dell'isola. Il disegno ha sempre avuto un ruolo di protagonista nel suo lavoro e, arrivata a Milano nel 1991, ha subito cominciato un "diario visivo" sulla città - centinaia di disegni in bianco e nero. Lavorando a Bergamo (1993-94), cercando di sottolineare ed esprimere le differenze tra Bergamo Alta e Bergamo Bassa, ha cominciato a strappare il foglio di carta: anche i disegni stavano diventando tridimensionali. Il lavoro in sottile lastra d'acciaio ha preso il posto di quello con i vecchi fusti metallici e i disegni tridimensionali sono diventati sculture vere e proprie (Nidi di carta 1995-97). A questo punto il 'diario' è diventato una montagna di carte coperte da migliaia di piccolissimi disegni; fatti dovunque, in città, musei, durante la lettura, le attese, i viaggi. Accumuli di note visive che attendono di trovarsi uno spazio in lavori più grandi di zinco o di carta. Poi, pigmenti colorati in polvere sono entrati nei disegni, aggiungendosi alla matita e alla polvere di grafite, solo un colore per volta; e forse, lavorando in uno studio sulle colline dell'Appennino, le forme degli zinchi sono diventate più "geologiche": vulcani di zinco e lecca-lecca (viola) con le spine (1999). Le piante archeologiche, le mappe, elementi narrativi hanno tutti trovato posto nei vulcani di zinco, in un' "alchimia" di giochi d'acido sul metallo, di luce sulle parti battute e incise. E il disegno continua. Nel 2002, con il sostegno della Pollock-Krasner Foundation, l'artista ha soggiornato per alcuni mesi a New York scoprendo la città attraverso il disegno. Il risultato: più di trecento "mappe", disegni e collages che percorrono e rivelano la città: dai tombini "volanti" ai piccoli giardini nascosti.